I nomi della canapa

Chissà che storie nasconde un termine come “cnaib”. Significa “canapa” ed è irlandese gaelico (in alcune zone dell’Irlanda, come le isole Aran, e’ ancora la lingua usata comunemente).

E “hampa”?. Cosi’ si chiama la canapa in svedese (o almeno cosi’ si scrive, come si pronunci proprio non so).

I nomi delle cose, in particolare delle cose viventi, nascondono sempre, o meglio a saperli leggere svelano, delle storie interessanti.

Così ho pensato di inaugurare questa sezione: “nomi”, e chiedere l’aiuto di tutti per scoprire le storie che stanno dietro i nomi che hanno a che fare con la canapa. Mi dai una mano? Scrivimi le storie che sai legate ai nomi della canapa. Ho provato a documentarmi un poco (intendiamoci, non che ci abbia speso le giornate intere) e sono rimasto davvero stupito di quanti cognomi, nomi di città o piccoli borghi, località e oggetti, derivino dalla canapa e dai suoi usi. E dietro ciascuno di questi nomi c’e’ di sicuro una storia da scoprire e raccontare. C’e’ da perdersi. Ma le storie esistono per questo no? Come i sentieri di montagna…

Ma andiamo per ordine.

La canapa come è noto è coltivata dalla notte dei tempi, probabilmente la prima pianta in assoluto ad essere stata, per così dire, ammaestrata dall’uomo per soddisfare propri bisogni.

Nell’antica lingua dalla quale è derivato il cinese a ciascuna delle varie parti della pianta corrispondeva un particolare (bellissimo) ideogramma e un nome diverso. Questa storia ce la racconta Samorini, un ricercatore etnobotanico: http://www.samorini.net/archeo/tx_arc/arc_cin.htm.

 

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D’altra parte in Cina verso il 4.500 a.C. veniva usata per moltissimi usi, sia tessili che medici (l’uso della canapa per i dolori mestruali, ad esempio, pratica che si è tramandata fino quasi ai giorni d’oggi, persino la severissima regina Vittoria, quella che faceva coprire le gambe dei tavoli… presente?, la usava a questo scopo).

In italiano il nome deriva ovviamente dal latino “cannabis” che e’ anche il nome scientifico della specie (Cannabis sativa). Il nome latino viene dal greco kànnabis e questo con ogni probabilità dal sanscrito: “çanas” (che indica appunto la pianta). Nei testi sacri indiani è citata diverse volte.

Gli assiri la chiamavano “qunubu” o “qunapu” e in semitico si diceva “kanbos”. Insomma la radice è sempre la stessa senza dubbio.

Qualcuno sostiene, invece, che il nome viene dal greco “kanna” per la forma della pianta e dal suffisso “bis”, che si riferirebbe ai termini “bosm” (ebraico) e “busma” (aramaico) col significato di odoroso, dal buon profumo, aromatico.

Quindi: canna aromatica. Beh… non si puo’ negare.

In provenzale e anche nella antica lingua d’oc che sono molto simili (a proposito: non sapevo che l’occitano è ancora oggi parlato anche in italia in alcune valli piemontesi e anche in un paese della Calabria: Guardia Piemontese, pensa che storia anche questa… ma non perdiamo il filo) si dice “canebe”. Il quartiere del porto di Marsiglia si chiama “la Canebière”… come mai? Ha a che fare con le funi che si usavano sulle navi che erano di canapa? O in quella zona semplicemente c’erano campi di canapa?

Comunque… in Francese si dice “chanvre”, in portoghese “canhamo” e “cañamo” in spagnolo.

Mi piacciono anche l’albanese “kanup”, l’armeno “kaneph” e il russo “kanopljà”.

Nell’anglosassone antico era chiamata “hanep” o “henep” (quindi la derivazione e’ sempre la stessa, si e’ solo persa l’iniziale) da cui l’attuale “hemp” in inglese e “Hanf” in tedesco.

Ci sono poi tutti i nomi più o meno gergali legati al suo uso ludico o religioso (da marijuana a ganja, l’erba divina del rastafarianesimo), ma questa è un’altra storia ancora.

E nei dialetti italiani?

Scrivetemi.

 

zab


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